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INTRODUZIONE

 

Essere Azione Cattolica oggi

Oggi siamo Azione Cattolica e lo siamo come parte di una lunga storia. Questo può portare a due rischi: cadere nella nostalgia dei bei tempi andati e credere di essere sempre al punto zero. Siamo in cammino, tuttavia, con il bagaglio di una vita trascorsa insieme, con pensieri, idee, scelte, opere di migliaia di persone che ci hanno preceduto; e siamo in cammino verso un nuovo orizzonte lungo un terreno che nessuno ha preparato per noi. Tocca a noi, con corresponsabilità, oggi, dove viviamo, tracciare una strada che sia conseguenza del percorso già intrapreso e che sia novità verso il futuro.
Essere Azione Cattolica oggi, nel mondo e nella Chiesa di oggi, non può prescindere da ciò che abbiamo scelto di essere, da chi abbiamo scelto di essere.
Lo statuto, le costituzioni conciliari, i documenti, la storia e i suoi protagonisti raccontano che l’AC è dono della Chiesa ed espressione di soggettività laicale, unite in una singolare esperienza coerente con la vocazione battesimale dei laici cristiani che costituiscono l’associazione stessa.
L’AC è un’esperienza che dà forma alla vita personale; delinea un preciso cammino verso la santità; è decisione che non si assume per abitudine o per tradizione; è scelta che non può durare una stagione, perché segna in profondità la vita cristiana di quanti la compiono.
Scegliere l’AC è dire con la propria vita che l’esistenza cristiana che nasce nella parrocchia e vive nel quotidiano è esperienza forte e radicale. Tale scelta testimonia che la santità è possibile nella fedeltà semplice e seria al Vangelo, custodita e alimentata nella Chiesa, popolo di Dio.
Sappiamo che il luogo naturale e quotidiano in cui vivere il nostro radicamento ecclesiale è la parrocchia, dove la Chiesa si fa incontro a tutti e diventa famiglia, nel condividere la vicenda umana di tante persone e nel portare accanto a ciascuno la luce e la forza del Vangelo. La comunità parrocchiale (anche laddove organizzata in Unità Pastorale) continua ad essere il contesto in cui l’AC si impegna a svolgere il suo servizio quotidiano perché la Chiesa divenga ogni giorno casa per tutti, capace di annunciare a ciascuno la speranza del Vangelo.
Ciò che caratterizza l’Azione Cattolica è infatti l’assumere, come propria finalità, non questo o quel campo di apostolato, ma il fine stesso apostolico della Chiesa nella sua globalità.
Attraverso la vita associativa l’Azione Cattolica si propone di far maturare nella Chiesa la corresponsabilità dei propri soci e attraverso di essi di tutto il laicato, in comunione con i sacerdoti con stile sinodale.
Papa Giovanni Paolo II disse: “Voi siete laici esperti nella splendida avventura di far incontrare il Vangelo con la vita e di mostrare quanto la ‘bella notizia’ corrisponda alle XVIII Assemblea Diocesano Documento Assembleare pagina 3 di 8 domande profonde del cuore di ogni persona e sia luce più alta e più vera che possa orientare la società nella costruzione della civiltà dell’amore”.
Questo documento quindi promuove un’assunzione di stile e non un programma operativo di iniziative da svolgere. Scegliamo per il prossimo triennio di vivere sempre più e sempre meglio lo stile di essere Azione Cattolica, attualizzando e facendo nostre le scelte fondamentali dell’associazione:

  • la scelta religiosa, che è capacità di aiutare i cristiani a vivere la loro vita di fede in una concreta situazione storica, ad essere “anima del mondo”, cioè fermento, seme positivo per la salvezza ultima, ma anche servizio di carità;
  • la vita laicale, vocazione – ricevuta nel battesimo e riconosciuta con il Concilio Vaticano II – a essere nel mondo per cercare il Signore presente nella storia;
  • la popolarità, caratteristica essenziale di un’associazione fatta di persone e non di leader, aperta davvero a tutti, in ogni condizione di vita ed età, coraggiosa nell’”uscire”, capace di linguaggi ordinari e quotidiani e di interpretare le domande profonde di ogni persona;
  • • la corresponsabilità sinodale nella missione della Chiesa, in virtù di un’appartenenza piena che viene dal battesimo e che domanda di mettersi in gioco totalmente come discepoli-missionari;
  • la diocesanità, scelta di dedizione alla Chiesa locale e di piena corresponsabilità con il suo vescovo;
  • la scelta democratica, esperienza di sinodalità, che nasce dal sapersi Popolo di Dio ed è speciale esperienza di discernimento: frutto dello Spirito e non ricerca di consenso e maggioranze, capace di coltivare in ciascuno, e nell’associazione tutta, responsabilità che fanno crescere coinvolgendo altri;
  • l’intergenerazionalità, ricchezza che accoglie nel circuito formativo energie, sensibilità, prospettive diverse, che considera ogni persona alla pari delle altre, che valorizza, rispetta, accompagna tutte le età;
  • l’impegno formativo in tutte le stagioni della vita, attraverso quella scelta particolare che è l’esperienza di gruppo, nella continuità dei cammini formativi, per prendere coscienza della propria vocazione grazie anche alla vita associativa, nel confronto tra persone differenti.

 

scarica il Documento Finale della XVIII Assemblea:

XVIII Assemblea Diocesana – documento assembleare – testo approvato‘]